L'orogenesi alpina - Geologia d'Italia

Michele Pregliasco ONC CAI Savona
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La tomografia del pianeta

Com’è fatta la superficie rocciosa esterna del pianeta, quella che comprende le terre emerse e i fondali di mari e oceani per intenderci, e che i geologi chiamano litosfera? Ritagliata in numerosi frammenti, chiamati placche litosferiche, la si può paragonare a un grande puzzle sferico. Le “tessere” di questo mosaico, dai contorni irregolari, hanno spessori che raggiungono oltre i 100 chilometri di profondità e, a differenza del puzzle, non sono immobili ma si muovono. Le placche litosferiche, come zattere affiancate l’una all’altra, galleggiano sul sottostante mantello in un mare di rocce parzialmente fuse (astenosfera) sospinte dai moti convettivi prodotti dal calore interno del pianeta. Ecco che così che le placche possono passare l’una accanto all’altra, allontanarsi e scontrarsi. Sul pianeta Terra ciò che sembra immobile in realtà non lo è: l’oceano Atlantico si allarga e ogni anno la distanza tra l’Europa e l’America aumenta di circa 2,5 cm mentre, al contrario, l’India e l’Asia si avvicinano di quasi 4-6 cm. In realtà, a muoversi non sono tanto continenti e oceani quanto le placche o zolle tettoniche sulle quali vengono trasportati

Noi viviamo sulla superficie di un sottile strato, solo 35Km di spessore rispetto ai 6000 Km di raggio del pianeta, chiamato crosta terrestre. Sotto la crosta c'è un materiale molto ricco di ferro e magnesio chiamato mantello

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La tettonica delle placche

Noi viviamo sulla superficie di un sottile strato, solo 35Km di spessore rispetto ai 6000 Km di raggio del pianeta, chiamato crosta terrestre. Sotto la crosta c'è un materiale molto ricco di ferro e magnesio chiamato mantello

Michele Pregliasco

Com’è fatta la superficie rocciosa esterna del pianeta, quella che comprende le terre emerse e i fondali di mari e oceani per intenderci, e che i geologi chiamano litosfera? Ritagliata in numerosi frammenti, chiamati placche litosferiche, la si può paragonare a un grande puzzle sferico. Le “tessere” di questo mosaico, dai contorni irregolari, hanno spessori che raggiungono oltre i 100 chilometri di profondità e, a differenza del puzzle, non sono immobili ma si muovono. Le placche litosferiche, come zattere affiancate l’una all’altra, galleggiano sul sottostante mantello in un mare di rocce parzialmente fuse (astenosfera) sospinte dai moti convettivi prodotti dal calore interno del pianeta. Ecco che così che le placche possono passare l’una accanto all’altra, allontanarsi e scontrarsi. Sul pianeta Terra ciò che sembra immobile in realtà non lo è: l’oceano Atlantico si allarga e ogni anno la distanza tra l’Europa e l’America aumenta di circa 2,5 cm mentre, al contrario, l’India e l’Asia si avvicinano di quasi 4-6 cm. In realtà, a muoversi non sono tanto continenti e oceani quanto le placche o zolle tettoniche sulle quali vengono trasportati